Ogni piscina ad uso pubblico deve essere dotata di un adeguato Piano di Autocontrollo.

Lo ha stabilito l’Accordo Stato Regioni del 2003, che ha previsto all’articolo 6 stabilisce che:

6.1 Il responsabile della piscina deve garantire la corretta gestione sotto il profilo igienico-sanitario di tutti gli elementi funzionali del complesso che concorrono alla sicurezza della piscina nel rispetto delle indicazioni di seguito riportate.

 6.2 I controlli interni vanno eseguiti secondo protocolli di gestione e di auto-controllo: a tal fine il responsabile della piscina deve redigere un documento, di valutazione dei rischio in cui e’ considerata ogni fase che potrebbe rivelarsi critica nella gestione dell’attività.

 Il documento deve tenere conto dei seguenti principi:

 a) analisi dei potenziali pericoli igienico-sanitari per la piscina;

b) individuazione dei punti o delle fasi in cui possono verificarsi tali pericoli e definizione delle relative misure preventive da adottare;

c) individuazione dei punti critici e definizione dei limiti critici degli stessi;

d) definizione del sistema di monitoraggio;

e) individuazione delle azioni correttive;

f) verifiche del piano e riesame periodico, anche in relazione al variare delle condizioni iniziali, delle analisi dei rischi, dei punti critici, e delle procedure in materia di controllo e sorveglianza.

CHI deve avere il piano di autocontrollo?   

Tutte le piscine a servizio di più di quattro unità abitative

CHI deve redigere il piano di autocontrollo?

Il responsabile della piscina, eventualmente aiutato da un consulente

DI CHI E’ la responsabilità di ciò che è scritto sul piano di autocontrollo?

  Esclusivamente del responsabile della piscina, anche se lo ha fatto fare a qualcun altro.


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